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lunedì 12 marzo 2018

Amarone per conquistare


Non è facile riconquistare ogni giorno la propria moglie… diciamo che con una bottiglia di amarone diventa mooolto più semplice! 😎




Una conquista è una conquista!

Facciamo un po’ di storia su questo grande vino che tutto il mondo ci invidia.Amarone

Un po’ di storia non guasta mai. Il nome di questo rosso veronese strutturato, Amarone, deriva dalla parola “amaro” (ma va’ 😃), adottata per distinguerlo dal dolce del Recioto della Valpolicella da cui ebbe, seppure involontariamente, origine. Infatti, il recioto è il corrispondente (per zona, uvaggio e tipologia) dell'amarone, ma è un passito dolce a differenza di quest'ultimo che è sempre passito seppur secco.

Il nuovo epiteto Amarone per indicare il Recioto Amaro o Recioto Secco nasce nella primavera del 1936 nella Cantina sociale Valpolicella, ad opera del capocantina Adelino Lucchese, palato e fiuto eccezionali che, grazie al fortunato ritrovamento di una botte di recioto dimenticata in cantina e spillando il Recioto Amaro dal fusto di fermentazione, uscì in una esclamazione entusiastica: “Questo non è un Amaro, è un Amarone”

Praticamente il recioto, messo in botte e poi dimenticato, continuò a fermentare fino a diventare secco. Gli zuccheri si sono così trasformati tutti in alcol e hanno fatto perdere la dolcezza al vino, al quale, in contrapposizione a quello che avrebbe dovuto essere, è stato dato il nome di Amarone. Fatta la scoperta, non è che l'Amarone fu subito perfetto. Anzi, a volte veniva fuori per combinazione, per fortuna, ancora dolce ma con un sapore finale di mandorla, magari risultato di una partita di Recioto in cui la fermentazione era sfuggita al controllo del produttore.

Nel 1968 si è giunti all'approvazione ufficiale del primo disciplinare di produzione e al riconoscimento della DOC. Allo scopo di tutelare l'identità delle diverse tipologie inserite nella denominazione "Valpolicella", "Valpolicella Ripasso", "Recioto della Valpolicella" e "Amarone della Valpolicella".


Bella storia? E adesso ve ne racconto un’altra 😃

Azienda Agricola Valentina Cubi
All’inizio del 20° secolo Giuseppe Vason sposa Vittoria Fedrigo, che porta in dote una cantina chiamata Azienda Fedrigo e alcuni vigneti, situati a Negrar, nel centro della Valpolicella. Vason stesso, che faceva parte di una famiglia rinomata per la produzione di Recioto della Valpolicella, iniziò a gestire la cantina che dopo la sua morte fu rilevata dal figlio Albano Vason. Albano non ebbe mai in realtà il tempo per sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. La seconda guerra mondiale ebbe la meglio su di lui e devastò l’economia della regione.

Dato che il figlio di Albano era troppo giovane per gestire la cantina, la proprietà fu venduta. In ogni caso questa non fu la fine dell’esperienza della famiglia Vason nel mercato vitivinicolo. Appena Giancarlo, figlio di Albano, ebbe terminato i suoi studi di enologia presso la rinomata Scuola Enologica di Conegliano, iniziò la ricerca di una tenuta che potesse ridare vita alla perduta Azienda Fedrigo. Nel 1969 trovò una cantina con 10 ettari di vigneto sulle colline della Valpolicella, nei pressi di Fumane.

Giancarlo iniziò immediatamente a modernizzare la tenuta. Una delle prime cose che fece fu eliminare tutte le varietà bianche, che come si usava in quei tempi, finivano negli stessi tini di fermentazione delle uve rosse. Rimpiazzò inoltre una parte dei vigneti a pergola, che favoriscono la produzione di grandi quantità, con vigne governate a Guyot, un sistema di riduzione drastico delle quantità. Dapprima le uve erano parte vendute e parte vinificate e i vini prodotti ceduti sfusi ad altre cantine, fino a che la moglie di Giancarlo, Valentina Cubi, terminato il suo lavoro di insegnante elementare, andando in pensione, venne coinvolta nella gestione. Lei era infatti convinta che il loro vino dovesse essere imbottigliato e venduto con una propria etichetta invece che essere venduto sfuso. Sapeva da Giancarlo che i vigneti erano nel cuore di Cru importanti, noti come Monte Tenda, Monte Crosetta e Rasso, proprio al centro delle colline Classiche ed era desiderosa di vedere questo territorio unico riflesso nei suoi vini. 


Andiamo a conquistare!




MORAR - Amarone della Valpolicella 2010
Il re dei vini veronesi, interpretato da Valentina Cubi, Corvina 75% e  Rondinella per il restate 2 5%.
Vino dal grandissimo potenziale, ottimo investimento per la vostra cantina.

Note Degustative

COLORE: Rosso Brillante, granato con vibranti riflessi rubino.
PROFUMI: Intenso, elegante con note di ciliegia matura e di vaniglia.
GUSTO: equilibrato, asciutto, con tannini eleganti e morbidi dovuti all’affinamento in legno. Morbido e piacevole in bocca, mai eccessivo nonostante il contenuto alcoolico importante.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 18° - 20° 

Ps :Il nome “Morar” in dialetto locale indica il gelso

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Maira Gall