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lunedì 25 settembre 2017

Come può uno scoglio arricciare un polpo



Visto che non hanno ancora fatto una puntata ad hoc su Com’è fatto allora  ve lo spiego io…

Facciamo partire la base:





Dopo aver pescato con vari strumenti di fortuna il nostro pregiatissimo polpo risulta necessario procedere con l’eutanasia dello stesso … ho provato ad annegarlo ma non funziona, la procedura consigliata è quella del muzzc ‘ngap ( letteralmente il morso in testa), sentirete un rassicurante crack che conferma che la procedura ha avuto esito positivo.




Torniamo sulla spiaggia con il nostro ambito trofeo, scegliamo lo scoglio che più ci aggrada (possibilmente liscio) e procediamo con lo sport più amato dai baresi… L’arricciamento del Polpo!

La procedura non è neanche tanto semplice, richiede anni ed anni di esperienza… cosa fondamentale è la postura, così da non incorrere in strappi muscolari.



Gli step:

La Sbattitura: La prima fase serve a snervare il mollusco, può durare parecchio, nell’ordine di ore, a secondo della grandezza del polpo. Durante la sbattitura noteremo che il polpo tenderà a ritirarsi; teoricamente quando il polpo si è intenerito non si ritira più.

La Battitura: La fase della battitura è il completamento della sbattitura. Avviene utilizzando una paletta di legno e acqua di mare per eliminare il colore rossastro del polpo.

La Miscelatura: Utile ad eliminare la schiuma che si viene a formare durane le due fasi precedenti. La miscelatura si fa su tutti i polpi contemporaneamente. Ed è una prima fase di arricciatura

La Cullatura: serve per dare al polpo quella forma tipica con i tentacoli arricciati. Consiste principalmente nel muoverlo da una parte all’altra in una bacinella piena d’acqua di mare o su cestelli di rami di ulivo.

E adesso siamo pronti per il BBQ di pesce! Spiedini HomeMade con Salmone, Tonno, Gambero, Spada e naturalmente Polpo!




Ci siamo tutti… (i soliti idioti) … ma oggi abbiamo un ospite di eccellenza a centrotavola.


Vorrai dire a capotavola?

No centrotavola! L’ospite tanto amato è il nostro Barone di Serramarrocco!



La cantina Barone di Serramarrocco, è una nostra vecchia conoscenza, ne abbiamo parlato già in un altro articolo , in quell’occasione la degustazione verteva sui rossi, questa volta abbiamo l’onore di degustare i vini bianchi.




Due grandi vini che trasmettono in modo eccezionale il territorio, Zibibbo vinificato a secco e il mio amato Grillo, uno dei vitigni a bacca bianca che più apprezzo.


E degustazione sia!


QUOJANE DI SERRAMARROCCO

Elegante Zibibbo in purezza, da uve raccolte nel vigneto della Quojana di 5,85 ettari coltivato a Guyot, l’intensità del bouquet e la lunghezza del finale, ne fanno un vino di rango che rappresenta al meglio il terroir della Serramarrocco.

Note Degustative
COLORE: Giallo paglierino.
PROFUMO: Bouquet intenso ed importante, la complessità dei profumi di agrumi di cedro e di mela verde che si fondono con sentori di fiori di zàgara, lavanda e menta, esaltandone la balsamicità silvestre.
GUSTO: minerale, morbido e dal finale lungo
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8° - 12°




IL GRILLO DEL BARONE


Vino prodotto con il 100% di uve Grillo da uve raccolte nel vigneto delle Quojan.

Note Degustative
COLORE: Giallo paglierino brillante e luminoso, con riflessi oro.
PROFUMO: Bouquet fruttato con note di agrumi.
GUSTO: minerale e dai sentori di frutta ed agrumi siciliani
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8° - 12°





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