Hannibal The Vegan / Vinologi.it - Il Blog del Vino italiano – Italian Wine Blog

venerdì 11 agosto 2017

Hannibal The Vegan




ATTENZIONE: Le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità, immagini cruente, al sangue e media cottura.
Ha senso ingurgitarsi una spaventosa lombata di bovino di oltre 1 kg e degustarci in abbinamento un vino vegano?

A me me pare na’ strunzata


Forse, però io ho una mia idea… premettendo che non posso negare la mia indole onnivora, fatico a capire l’uso e l’abuso di sostanze di origine animale in prodotti che per la loro natura dovrebbero essere vegani al 100%.

Vino, succo di frutta e posso fare tantissimi altri esempi… Perché sono utilizzati questi eccipienti?

Semplicemente per rendere più limpido, chiaro e brillante il nostro nettare, ricordiamoci che parliamo di una caratteristica fondamentale del vino, il colore, e noi siamo molto attenti anche in questo.  

Indipendentemente dalle questioni etiche il nostro obiettivo è valutare obiettivamente i vini e abbinarli nel modo migliore.
E quindi il Vino prima di tutto!


Oggi parliamo di un vitigno unico nel suo genere… il Ruchè, Il Principe Rosso del Monferrato e lo facciamo in compagnia della cantina Montalbera.

Il Ruchè di Castagnole Monferrato, autoctono raro del Piemonte è prodotto in una ristretta area del Monferrato Astigiano, in soli sette comuni con Castagnole Monferrato al centro che si distingue tra tutti per le sue colline vocate ai raggi solari. Terreni calcarei, asciutti che rendono il territorio ottimale per la coltivazione di questo prezioso autoctono.

Non si hanno notizie certe sull’origine di questo nome (Ruchè), le ipotesi maggiormente accreditate vogliono che sia arrivato in Piemonte in periodo medioevale, importato dalla Francia da Monaci che lo impiantarono nelle terre attorno ad un monastero oggi scomparso, un luogo sacro, dedicato a San Rocco.

Alcuni ritengono che il nome derivi da “roncet”, una degenerazione infettiva che in tempi passati attaccò i vitigni della zona e di fronte alla quale il Ruchè si dimostrò particolarmente resistente. Altri riconducono la derivazione al termine Piemontese “roche”, zone arroccate e difficili da lavorare.

Come sarà mai questo Ruchè? Assaggiamolo!


RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO D.O.C.G. -  VEGAN
Ruchè di Castagnole Monferrato 100% lavorato in purezza. Vino vegano al 100% dalla vigna fino all’imbottigliamento sono utilizzati soltanto prodotti di origine naturale. Il vino si presta anche a un discreto invecchiamento dai tre ai sei anni.

Note Degustative
COLORE: Colore rosso rubino con accentuate sfumature di porpora, si notano anche dei riflessi violetti.
PROFUMO: intenso, persistente, aromatico, fruttato, con sentori tipici di petali di rosa e violetta, emerge una piacevole percezione aromatica che ricorda la ciliegia matura e l'albicocca.
GUSTO: caldo al palato, armonico, di corpo ed equilibrio con leggera componente tannica. Lunghissima persistenza gustativa ed aromatica finale.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16°/18°.

E qui finisce la parte Vegan 😂😈
E vediamo un po’, con cosa possiamo abbinare questo grande vino se non con una Tomahawk Slovena di oltre 1 kg!



Sì una bell’ascia da guerra dei Nativi Americani… difficilissima da trovare, è un taglio particolare ricavato dalla parte anteriore della lombata (dalla prima alla quinta vertebra dorsale). 

L’osso che tanto fa somigliare questa particolare bistecca a una clava o a un’antica ascia da guerra è lasciato intatto durante la macellazione. 

Per il macellaio, l’osso è il punto di partenza per definire le dimensioni della bistecca: secondo la grandezza dell’osso decide quanto grande realizzare la bistecca. 

L’osso della costola di circa 30 cm e in genere l’altezza di questa particolare bistecca è di circa tre dita. 

Ottima la marezzatura che rende tenera e succulenta questa bistecca. 

Adesso scusate, scappo… che lo stomaco brontola!

PS. La Tomahawk Slovena la trovate su PassioneBistecca.com





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