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giovedì 6 aprile 2017

La parola all'enologo...

Ci diamo un tono, oggi mostriamo il nostro lato accademico... abbiamo l'Onore di intervistare l'enologo Fabio Mecca in occasione dei suoi 10 anni di carriera. 



Abbiamo avuto il piacere di degustare e recensire alcune delle sue "creazioni" e abbiamo confermato gli ottimi giudizi positivi che anche anche le più illustri guide Bibenda e Gambero Rosso  hanno riconosciuto ai suoi vini. 


Onore al merito ai suoi "prodotti", espressione della dedizione di un grande professionista.


Ma volevamo capire meglio i suoi vini e quale miglior metodo se non intervistare il winemaker?


  • Vendemmia 2016, come è stata? Che vini ci aspettano?
La vendemmia 2016 è stata complicata in quanto le condizioni climatiche non sono state favorevoli, la potrei definire una vendemmia " a macchia di leopardo" con zone dove si è raggiunta l'eccellenza e in altre dove, invece, dove le uve erano molto stressate. Avremo sicuramente dei vini tesi, meno espressivi, io ho lavorato cercando di stressare il meno possibile le uve, ho preferito avere meno "potenza" e maggiore eleganza.


  • E' più difficile fare vini bianchi o rossi? 
Dipende dal vino che si vuole ottenere, entrambe le vinificazioni hanno dei punti critici, se si vuole fare un grande vino bianco occorre essere molto attenti e precisi, i tempi di lavoro e quindi di intervento sono molto più ristretti che per un vino rosso.


  • Preferisce stare più in vigna, o in cantina?
Amo la vigna da Febbraio a Settembre, la cantina da Ottobre a Febbraio; per la mia interpretazione del lavoro le due cose sono speculari e necessarie l'una all'altra.


  • Tra i vari vitigni, quali reputa particolarmente interessanti, o che segnalerebbe per le sue potenzialità ancora inespresse?
Per il Sud a mio avviso il vitigno con grandi potenzialità è il Nero di Troia, il centro Italia Cococciola ed Alicante, per il Nord non vi è nulla che non emozioni, hanno lavorato bene e continuano a farlo.. basta vedere il Prosecco.


  • Come stanno cambiando viticoltura ed enologia?
La viticoltura cambia in base al clima, vendemmie sempre più anticipate, occorre intervenire in vigna con irrigazioni di soccorso sempre più in maniera precisa ed importante; l'enologia cambia a sua volta, occorre interpretare ogni annata in maniera secca, analizzando ogni fattore in cinetica fermentativa, valutando bene le potenzialità d'affinamento per ogni vino.


  • Qual è il vino che ha fatto nascere e che le ha dato maggiori difficoltà e di quale va maggiormente fiero? Ci aiuti a comprendere il perché…
Non voglio sembrare "politicamente corretto" ma sono fiero di tutti i vini delle mie aziende, ogni vino ha il suo motivo per il mio cuore d'enologo, ovviamente è più impegnativo lanciare vini che nascono da giovani aziende, occorre molta determinazione ed ovviamente è necessario che il vino sia buono.

  • Concludiamo chiedendo un commento generale sulla situazione del vino in Italia.
E' positiva, avverto fermento positivo, ovviamente varia in base al territorio ma c'è ottimismo !
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Maira Gall