2017 / Vinologi.it - Il Blog del Vino italiano – Italian Wine Blog

martedì 19 dicembre 2017

Bollicine di Montagna



Ancora pochi giorni per scegliere con cosa brindare per queste festività!

A dire il vero, ho già iniziato a brindare da qualche giorno 😎 ma questa è un’altra storia.

Oggi parliamo di TRENTODOC.
La D.O.C. Trento è la prima (1993) denominazione italiana riservata esclusivamente al metodo classico e la seconda al mondo dopo lo Champagne. 
Trentodoc è uno spumante pregiato perché le caratteristiche territoriali, la varietà del clima e le altitudini tipiche del Trentino contribuiscono a renderlo diverso: un vero e proprio spumante di montagna, tra i migliori d’Italia.
In trentino il buon vino si fa da sempre, le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. ma solo dopo tanti anni, grazie all’intuizione di Giulio Ferrari si è iniziato a produrre questo pregiato spumante.
Un po’ di storia non guasta mai!
Giulio Ferrari, agronomo formatosi all'Imperial Regia Scuola di Agricoltura di San Michele all'Adige intuisce la potenziale vocazione della sua terra natale per la produzione di spumanti classici e riconosce la possibilità di dar vita al proprio sogno: ricreare la magia delle bollicine francesi, quelle dello Champagne. 
Fra le montagne del Trentino - dove le escursioni termiche tra giorno e notte, estate ed inverno, in sinergia con l'altitudine e il contesto climatico tipico di un ambiente montano, generano le condizioni ideali per conferire particolare fragranza e complessità aromatica alle uve bianche.


Nasce così questo grandissimo spumante… che, arrivati a questo punto, dobbiamo per forza di cosa assaggiare… studiare storia mette sempre un po’ di sete 😁.

Il vino di oggi è una vera chicca.

Spumante Trentodoc Inkino Brut Riserva Carlo V 2008
Spumante Metodo Classico ottenuto da uve Chardonnay (60%) e Pinot Nero (40%). Vinificazione in bianco, separata per le due varietà. Assemblaggio della cuvée a fine fermentazione. Affinamento 8/10 mesi in botte di rovere austriaco, presa di spuma e permanenza sui lieviti per oltre 85 mesi. Questo Trentodoc si fa attendere, ma vi assicura che ne vale assolutamente la pena!


Note Degustative

COLORE: Oro allo stato liquido, brillante ed elegante.
PROFUMI: Bouquet ricco e complesso, con fragranze che vanno dalla frutta matura alla nocciola.
GUSTO: In bocca è una vera esplosione si sensazioni. La frutta matura tipica dello Chardonnay e la speziatura del Pinot Nero regalano un bouquet elegante e unico.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 6° - 8°








Conosciamo meglio questa cantina.

Mas dei Chini
L’azienda vitivinicola Mas dei Chini è una piccola realtà contadina che si estende sulle colline a nord e ad ovest di Trento.
La storia della cantina Mas dei Chini è la storia di una famiglia, i Chini, e del loro percorso cominciato più di un secolo fa (dal 1906) a Segno, un piccolo paesino all’inizio della Val di Non in Trentino. Contadini prima e agricoltori dopo, i Chini si sono sempre contraddistinti per avanguardismo e spirito d’iniziativa. Non è un caso che il primo trattatore a solcare i terreni in Valle fosse quello del nonno Gloriano.
Graziano Chini è fondatore e guida dell’azienda, colui che per primo in famiglia è riuscito a creare un’identità riconoscibile a rappresentativa: Mas dei Chini appunto. Oggi Mas dei Chini è una realtà agricola e vitivinicola che si estende per ettari sulle colline ad est, a nord e ad ovest di Trento, dove clima mite e fresco unito a terreni ricchi e ghiaiosi, regalano frutti e prodotti apprezzati in tutta Europa.

Ps. Oggi ho anche fatto la spesa, così da abbinare degnamente questo trentodoc a dell’ottimo pescato.



Bon appétit!



martedì 12 dicembre 2017

Pallagrello ... e mi sento un Re!




Anche oggi partiamo con una base musicale, così se l’articolo non piace almeno non avrete sprecato il vostro tempo 😂😂



♫♬  Bevendo vino e birra e non importa quanto ingrassi  ♩♪      L’amore è tutto quello che ci pare ♬♪   L’amore è avere armi senza fare male  ♩♪  L’amore è così stupido ma vallo poi a capire ♫ L’amore è solo carte da scoprire




Oggi andiamo dritti al dunque.....poche chiacchiere... (mi accusano di dirne molte... il che a volte non guasta.... 😄)
così ho conquistato mia moglie..che credete 😁

Ho scoperto questo favoloso uvaggio!
Sconosciuto ai più ma… vitigno eccezionale dal grandissimo potenziale.

Il Pallagrello.
Originario della zona alifana e caiatina, il Pallagrello è un’uva autoctona, noto fin dal settecento con il nome di “pallarella” ovvero piccola palla, a causa della sfericità degli acini. Da qui il nome Pallagrello, con cui si designa una delle pochissime ampelovarietà in versione sia bianca che nera. 

Un tempo veniva denominata anche Piedimonte, dal luogo di provenienza, annoverata come uva eccellente, presente sulle tavola del Re. Inoltre, faceva parte di una Vigna voluta da Ferdinando IV di Borbone dal nome leggendario Vigna del Ventaglio, a sud est dell’attuale Monte San Leucio. 

Che il Re amasse tanto il Pallagrello è dimostrato da una lapide del 1775 nel fondo Monticello di Piedimonte Matese sulla quale fu inciso: "Ferdinando IV di Borbone, per grazia di Dio re delle Due Sicilie, fa noto a tutte e qualsivoglia persone di qualunque grado e condizione sia, che da oggi, non ardiscano né presumano di passare né ripassare per dentro la masseria di moggia 27 circa vitata..sita nella città di Piedimonte nel luogo detto Monticello tanto di notte quanto di giorno con lume o senza, né a piedi né a cavallo né con carretti o some, sotto pena di ducati 50". 

Ciò è avvalorato dal Dizionario geografico del 1759 alla voce Piedimonte in cui si legge: "I vini di questa contrada sono eccellenti, così i bianchi, come i rossi, e sono dei migliori del Regno così per la loro qualità, e natura, come per la grata sensazione, che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi nei pranzi". La trasformazione sociale e politica delle regioni meridionali ed il contemporaneo sviluppo dell’agricoltura industriale in altre aree geografiche italiane, decretano il sostanziale oblio di questo vino, nonostante le sue indubbie qualità.



Passiamo alla degustazione!



Casolare diVino  - Pallagrello Nero 
Il Pallagrello Nero è un vino di carattere,  molto versatile e ben equilibrato, il tutto in un gioco sinuoso di fragranze che morbidamente avvolge il palato e lo coccola.
Può essere utilizzato come un vino da meditazione o abbinato ad importanti secondi di carne. 




COLORERosso rubino intenso con riflessi porpora.
PROFUMIAl naso rapiscono i sentori dei piccoli frutti di bosco e delle spezie con un trionfo di amarena e ciliegia sul finale
GUSTOIn bocca incuriosisce per il suo attacco molto intenso: ritornano le note di tabacco e di confettura. Frutti di bosco, ciliegia, amarena e spezie. Gusto equilibrato; l'amaro si sposa con il dolce e l'aspro... un'esplosione di sapori!
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°


Il vitigno lo conoscevo già, ma non avevo mai assaggiato un prodotto così…  la cantina che ha fatto un ottimo lavoro!





Il casolare di vino : la cantina

Il Casolare Divino, azienda vitivinicola sita in località Spinosa di Alvignano, che comprende un appezzamento di terreno arroccato su una collinetta tra Alvignano, Ruviano e Caiazzo, nell’Alto Casertano, in quel territorio che non finisce mai di stupire il visitatore. In questo lembo di Meridione i fratelli Raffaele e Bonaventura Tralice hanno deciso di avviare la produzione di un vino da vitigno autoctono, il Pallagrello, che esprime degnamente le essenze del terroir e ne tramanda sapori e tradizioni. Il Casolare Divino è un'azienda dalle origini recenti.
La vigna nasce solo nel 2008, dopo più 3 anni di lavoro per rendere fruibile e accessibile un terreno che era in origine pietroso e argilloso.
I fratelli Tralice hanno lavorato sodo, investendo nelle potenzialità di questo territorio dove la produzione del vino è sempre rimasta a carattere familiare. Nel 2012 si corona finalmente il sogno e si inizia a vinificare.


Si… ma cosa ci abbiniamo di solido?



Come al solito ... frigo con eco ....
c'è solo un bel barattolo di composta...



e che cos'è?

In puglia ha tanti nomi, conserva di peperoni, composta, pisticcia, pric prac, pisticchia... a molfetta si chiama Pric o Prac ®

Parliamo di peperoni rossi, gialli, e verdi tagliati a cubetti, con aggiunta di olio extra vergine di oliva, aglio, peperoncino e prezzemolo.

Sapori semplici e genuini.

Poi c'è la versione Mammà che è più buona 😏 con pomodori secchi e olio di oliva monocultivar Coratina.


abbinanamento semplice....la croccantezza e sapidità della composta di mammà esalta il gusto autentico di questo vino...
ideale come aperitivo che come si suol dire APR U STOMC!!!

Mi sa che mi tocca andare a fare la spesa stavolta.....e magari mi faccio venire l'ispirazione per la prossima ricetta....

lunedì 27 novembre 2017

Domenica Bestiale




♫♬  Amore mio che fame spaventosa   ♩♪      dev'essere quest'aria innaturale ♬♪   è bello parlare d'amore  ♩♪  tra un fritto e un'insalata ♫ e dirti che fortuna averti incontrata.







E ci risiamo!
Pioviggina... piove... temporale... tanto di tuoni...
Maya cerca riparo nella cuccia...
Mi sa, mi sa, che oggi non è tempo di barbecue... 😓😒

nooooooo! 

una settimana ad aspettare il weekend e sognare tanta carne grigliata… e inveceeee…




pensa pensa...





Ci siamo, ho l'alternativa! E che alternativa! 




Già perché questo famelico "Gran Pezzo Tedesco"   dai nostri amici di PassioneBistecca.com



Fa la sua (porca) figura anche in forno... soprattutto se corazzato da gustosa e grassa pancetta.


Ho imparato a tessere la pancetta 😋 … povere arterie!


Per “gran pezzo” s’intende la parte finale della lombata dorsale ed è considerata il taglio del bovino più saporito in assoluto, grazie alla presenza di un’abbondante marezzatura.





Ed ecco a voi, il mio Roast Beef Impancettato , un kilo e mezzo di gusto!


Adesso dobbiamo scegliere il vino... compito importante, fondamentale, per veri intenditori.


Tesoro arrivo subito, faccio un salto in cantina


Mi sa che ci siamo!




POGGIO BESTIALE - ROSSO DELLA MAREMMA TOSCANA DOC
Vino biologico molto interessante dall’uvaggio intrigante (40% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 25% Cabernet, Franc, 5% Petit Verdot). Affinamento 14-18 mesi in barriques e successivo riposino in bottiglia per altri 12 mesi. Gradazione alcolica di 14°




Note Degustative
COLORE: Rosso rubino profondo.
PROFUMI: Al naso si presenta intenso e di buon corpo, con sentori di lampone e ciliegie.
GUSTO: Persistente, intenso, supportato da una struttura elegante e la dolcezza dei tannini dei grandi rossi toscani.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°




Ma conosciamo meglio questa cantina:



La Fattoria di Magliano è una giovane azienda vitivinicola di 97 ettari nata nel 1996, nel cuore della Maremma.

La fattoria e tutti i vigneti sono situati in un paesaggio collinare che da un’altezza di 300 metri circa, digradando dolcemente, si apre sul Mar Tirreno, il Monte Argentario e l’Isola del Giglio.
La struttura dei terreni in genere presenta un “medio impasto”: un’alta percentuale di sabbia, una discreta presenza di argilla, l’assenza di limo e una decisa ricchezza di scheletro. Sono terreni che permettono un buon ingresso idrico, una perfetta ossigenazione e grande penetrabilità delle radici. Sono queste caratteristiche che, insieme al sole e al vento proveniente dal mare, consentono di ottenere vini importanti, anche da uve bianche, di grande struttura e capaci di durare nel tempo.
Questa preziosa struttura dei terreni, l’esposizione dei vigneti, le scarse precipitazioni annuali, un andamento climatico del tutto diverso dalla Toscana interna, favoriscono ed aiutano la conduzione biologica dei vigneti. Già dal 2011, infatti, l’azienda adotta la conduzione biologica dei propri vigneti; tale scelta, dall’annata 2014, permetterà di avere la certificazione di “vino biologico” per tutti i vini prodotti.

davvero un ottimo vino...

E che ve lo dico a fare... abbinamento Poggio Bestiale con un grande Roast Beaf Impancettato!
Assolutamente da ripetere...

Per gli amanti del gusto e del buon vino... alla prossima!
E mi raccomando sempre alla ricerca dei sapori più intensi e dei vini migliori!!!





martedì 21 novembre 2017

Dubbi non più amletici





Oggi diamo i numeri!

Circa 7 mesi fa (il post) lanciavo un bellissimo sondaggio, ma non avevo assolutamente idea del successo che potesse riscontrare… 

Monitoravo … monitoravo ed il numero dei questionari compilati aumentava giornalmente… 


Però adesso basta!

Al fine di rendere utile il dato statistico è necessario che l’informazione sia fresca e cosa ancora più importante sia di pubblico dominio!


E quindi... Pubblichiamo!


Chi siamo?
Il campione preso in considerazione è molto ampio (ho scassato un po’ i maroni sui social, però l’importare è raggiungere l’obiettivo 😄) .  
I Millennials, giustamente, sono ancora pochini, la fascia che a mio parere risulta la più interessante è quella tra i 25 e i 35 anni, molto più attenta alle nuove tendenze.


Gli utenti che hanno risposto sono per lo più uomini (per il 70%) 

Del territorio nazionale:


Naturalmente solo la popolazione maggiorenne:


Hanno risposto in tantissimi tra winelovers/sommelier/enologi e persone normali 😃







Il rosso sembra essere il colore di tendenza!


Molto interessante è anche la tipologia di acquisto, gli acquirenti di vino sfuso/cartone sono sempre meno, l’80% degli utenti preferisce il vino in bottiglia, le abitudini alimentari stanno cambiando, si beve meno ma si sceglie un vino di qualità.


Che costa anche qualche euro in più:


L’acquisto avviene per lo più attraverso i canali tradizionali, solo il 7,2% attraverso negozi online, tale canale è utilizzato principalmente per grandi ordini o per prodotti di nicchia molto difficili da trovare.





Oh mio Bio!
Questo è un bel testa a testa!



Il vino biologico non è più una chimera e le percentuali di crescita sono altissime!
Il 75% degli intervistati è disposto a spendere qualcosina in più per un vino naturale rispetto a uno tradizionale.



Anche se principalmente è la tipologia del vitigno che muove maggiormente gli acquisti:



Sacrosanta è anche la web reputation, risulta sempre più importante la presenza su internet; si consulta lo smartphone al supermercato e dall’enoteca prima dell’acquisto e i primi risultati delle ricerche aiutano a veicolare l’acquisto.





Questi sono i dati... naturalmente ad ognuno le proprie considerazioni!

lunedì 6 novembre 2017

Hannibal…. The Tuscan!



Sarà pure terminata la stagione estiva, ma il mio Barbecue proprio non la vuole sentire di ritornare in garage … quasi quasi lo accontento :-) 

La ricetta è sempre la stessa, buona musica, bella gente, un barbecue e tanto, tanto buon vino!


Non credo di aver mai visto una bestia di questo calibro! Due chili e mezzo di pura goduria, i ragazzi di PassioneBistecca.com la chiamano Magnifica , ci sarà un motivo. 😈😁



È il taglio di bistecca più nobile, conosciuto in tutto il mondo come sua maestà “La Fiorentina”.
Tecnicamente le prime tre bistecche del filo di lombata dove il filetto (circa il 45%) è proporzionato al controfiletto (circa il 55%). 


Sembra la scena di un crimine 😂


Per fortuna sono stato previdente e la settimana scorsa ho approfittato del Red Wine Friday di SoloProduttori, dovevo organizzarmi per un abbinamento con i fiocchi e questo sito è specializzato in vini di nicchia Toscani. 



Passiamo alla nostra degustazione!

Oggi degustazione 100% Toscana con tre capolavori della regione!
Toscana IGT, Chianti Classico e Chianti Riserva.


Etichetta Rossa di Forgiardita, Toscana IGT 2015.
È una piccola produzione di qualità a bassa solfitazione di Sangiovese e Merlot, con una piccola presenza di Cabernet Sauvignon; la gradazione alcolica finale è di quattordici gradi.

La coltivazione avviene secondo approccio biologico, con un basso contenuto di solfiti, per un vino genuino, non filtrato e artigianale.

Un bel tocco di eleganza la ceralacca sul tappo.

Note Degustative
COLORE: Rosso rubino con bellissimi riflessi. 
PROFUMO: Bouquet dalle note floreali con piacevoli sentori di frutti rossi. 
GUSTO: Equilibrato, corposo e dal tannino morbido e accogliente.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°



Bandini Villa Pomona – Chianti Classico DOCG 2015
Sangiovese 95% Colorino 5% = 100% Chianti Classico! Maturazione in botti di rovere di Slavonia da 5-10 hl per 12 mesi. Affinamento in bottiglia di almeno tre mesi

Note Degustative
COLORE: Rosso rubino. 
PROFUMO: Bouquet complesso e pieno, con note di ciliegia e amarena, speziato e da un piacevole richiamo erbaceo.
GUSTO:  Vino ben strutturato ed equilibrato, si sente il riposino di 12 mesi in botti di rovere. Finale lungo e persistente.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°


Chianti Riserva Ruschieto 2006 – La Salceta
Uve 90% Sangiovese, 10% Canaiolo a coltivazione biologica. Il vino matura per tre anni in tini d’acciaio con regolari travasi mensili, e affina altri due anni in bottiglia… bel lavoro! La scelta di non passare dal barrique in questo caso mi sembra decisamente vincente, il colore è rimasto naturale, limpido e brillante; il gusto puro di un Chianti Riserva fatto bene!

Note Degustative
COLORE: Interessante rubino limpido e luminoso
PROFUMO: Al naso si presenta intenso con sentori floreali, fruttati e speziati. 
GUSTO: Vino di grande struttura tannica, gusto morbido con richiami di frutti di bosco e viola. Vino molto interessante dal finale importante.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°

lunedì 30 ottobre 2017

Spumante sarà tua sorella!



Oggi parliamo della nostra Eccellenza italiana, vino che tutto il mondo ci invidia, parliamo dei vini della Franciacorta.


Dalla nostra nuova rubrica “Forse non tutti sanno che…” alcune curiosità.


Nun ce provà!
Non provate neanche minimamente ad associarlo ai nostri cugini d’oltralpe… 
Il nome deriva da “Franzacurta” che compare in un'ordinanza riportata negli “Statuti di Brescia” del 1277 e che a sua volta deriva dalla dicitura latina “francae curtae” cioè “corti” (nel senso di corti monastiche) “franche” (esenti dai tributi vescovili).


Il terroir 


La Franciacorta si trova nel cuore della Lombardia, a due passi da Milano, affacciata sulle sponde del Lago d’Iseo, in un’area di circa 200 chilometri quadrati che comprende diciannove comuni della Provincia di Brescia. Le sue dolci colline, devono le loro antichissime origini ai ghiacciai che, ritirandosi oltre 10.000 anni fa, hanno creato l’anfiteatro all’interno del quale ha preso vita la Franciacorta.

Spumante sarà tua sorella!
L'Unione Europea riconosce a solo tre vini italiani (Asti, Marsala e, appunto Franciacorta) la possibilità di indicazione senza altri termini qualificati. Il disciplinare in vigore vieta esplicitamente l'utilizzo del termine spumante nella designazione e etichettatura. Pertanto è corretto e legittimo dire "Franciacorta" e non "spumante Franciacorta", come è storicamente anche per lo Champagne francese.

Per non confonderci…😁
Dal 1967 al 1995 il nome Franciacorta era usato anche per designare vini DOC rossi e bianchi prodotti nella stessa area. In seguito, questi vini sono stati ribattezzati Terre di Franciacorta e, dal 2008, Curtefranca.

Il classico non passa mai di moda…
La caratteristica fondamentale del Franciacorta è che l'unico metodo ammesso per la presa di spuma è quello tradizionale ovvero la rifermentazione in bottiglia (quella utilizzata da 3 secoli in Champagne), detto anche metodo classico. Inoltre, è stata la prima DOCG in Italia esclusivamente dedicata al metodo classico.


Tutta questa teoria… mi ha messo un pochino di sete… quasi quasi degustiamo!


Una degustazione 100% Franciacorta in compagnia della storica cantina Mirabella.

La cantina è stata fondata dall’amicizia fraterna dei due soci, l’enologo Teresio Schiavi e l’ingegner Giacomo Cavalli; tra i primi a credere nel progetto ambizioso Franciacorta.
Nel 1979 nasce così Mirabella, inizialmente una piccola realtà con una produzione di 8000 bottiglie nella vecchia filanda del paese, che nel tempo ha saputo distinguersi e diventare una tra le principali aziende di Franciacorta.






Vini che emozionano e che ci rendono orgogliosi di essere italiani.

Franciacorta Brut
Spontaneo, fruttato, vivace “per rendere speciale un momento di tutti i giorni”.
Franciacorta Brut DOCG, Chardonnay 70% e Pinot Bianco 30%. 

Note Degustative
COLORE: Giallo paglierino carico con riflessi dorati. 
PROFUMODelicate note di lievito e di pane cotto unite ad un fruttato molto elegante (mela Golden e banana). 
GUSTOEquilibrato di media persistenza, con piacevole retrogusto amarognolo, giustamente acidulo.



Satèn Franciacorta DOCG
Esotico, seducente, vellutato “per un incontro tra amici”
Chardonnay 100%, Il 10% del Franciacorta base affina 6 mesi in botti di rovere francese.

Note Degustative
COLORE: Dorato di grande spessore. 
PROFUMODelicato e intenso con prevalente sensazione di miele, banana e lievito arricchite da fragrante vaniglia. 
GUSTOBassa gasatura e sciroppo zuccherino richiamano la morbidezza, la SETA da cui la dicitura SATÈN. Piacevolmente acidulo e di notevole persistenza.



Rosé Franciacorta DOCG
Fresco, gentile, succulento “per un originale tocco di eleganza”
Chardonnay 45% - Pinot Nero 45% - Pinot Bianco 10%. Le tre varietà vengono raccolte a mano in epoche differenti a seconda della maturazione, da ultima il Pinot Nero per conferire profumi più complessi ed eleganza nel colore.

Note Degustative
COLORE: Rosa confetto che con l’invecchiamento prende riflessi ramati. 
PROFUMORicco ed ampio con sensazioni tipiche di lievito a cui si sommano frutti di bosco e sfumature vanigliate. 
GUSTOArmonico, di grande morbidezza facile da bere per tutti, in particolare per i palati femminili.


Demetra Extra Brut Millesimato Franciacorta DOCG 2009
70% Chardonnay - 20% Pinot Nero - 10% Pinot Bianco

Note Degustative
COLOREOro, il più nobile dei colori
PROFUMOPane appena sfornato e lievito misti a frutta gialla e fiori bianchi, con piacevoli note agrumate.
GUSTODeciso, secco, persistente, il tutto unito ad una sensazione di grande equilibrio ed eleganza








DØM Riserva Dosaggio Zero Franciacorta DOCG
Spontaneo, potente, elegante “per un evento importante della vita”
Franciacorta DOCG Millesimato RISERVA 2006. Chardonnay 60% - Pinot Nero 25% - Pinot Bianco 15%. Prodotto di grande complessità e freschezza, per palati esigenti. Il primo Franciacorta Riserva di Mirabella prodotto nella miglior annata scelta tra i già rari Millesimi prodotti dall’azienda. Bottiglia senza tempo da conservare anche per parecchi anni agitando il meno possibile le bottiglie.

Note Degustative
COLORE: Dorato carico con riflessi oro antico di eccellente limpidezza. 
PROFUMOMolto ricco di note mielose unite a lisato, vaniglia e piacevoli sentori di frutta esotica. 
GUSTOSecco e al tempo stesso vellutato grazie alle molecole cedute dal lievito durante il lungo affinamento e dalla fermentazione dei mosti a contatto con i pregiati roveri francesi. Tanta la stoffa e l’armonia.


Elite Senza Solfiti Extra Brut Franciacorta DOCG
Espansivo, ricco, irriverente “per stupire chi ti conosce”
3 enologi, 10 anni di ricerca, 4 tesi universitarie per il primo Franciacorta e il primo metodo classico italiano DOCG senza solfiti ed allergeni nel totale rispetto della natura e del consumatore.
Lo Chardonnay per la prima volta si esprime come natura lo ha creato, grazie allo studio di una tecnologia che ha portato alla riscoperta dei valori e delle emozioni da troppo tempo dimenticate.

Note Degustative
COLORE: Giallo paglierino carico con riflessi dorati. 
PROFUMOLieviti, erbe aromatiche macchia mediterranea
GUSTOPieno, deciso, con vena agrumata persistente





E adesso... cin cin!




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